mar
2010
06

Quale carabina – Quale calibro


Questa è una domanda che ultimamente mi sento fare spesso in Armeria o al Poligono di Tiro da quei cacciatori che, avendo optato per la caccia agli ungulati, sono in maggior parte all’oscuro di tutto ciò che riguarda l’impiego pratico di una carabina a canna rigata. Quando mi viene posta la domanda sul tipo di carabina da usare, prima di rispondere, mi informo per quale uso è destinato, uso che si divide nei seguenti settori:

  • caccia al cinghiale in battuta
  • caccia di selezione e controllo del cinghiale da effettuarsi anche in ore notturne

Partendo dal primo cioè caccia al cinghiale in battuta, l’arma per eccellenza è la carabina semiautomatica seguita dall’express sia sovrapposto che doppietta, infine vengono le carabine a ripetizione a leva, a pompa, a otturatore girevole scorrevole le quali però richiedono notevole pratica nell’uso per poter ripetere il colpo velocemente. Come calibro uno dei più indicati per le carabine semiautomatiche è il 30/06 con peso di palle da 150 a 220 grs. Personalmente in questo calibro preferisco pesi di palle da 165 a 180 grs. Ottimi altri calibri per le semiautomatiche sono il 308W che può usare gli stessi proiettili del 30/06, anche se con meno radenza e il 7 RM. Non mi piacciono calibri molto potenti come il 300WM e il 338 e altri in quanto progettati per selvaggina come alce, cervo o grosse antilopi e del tutto esagerati per i nostri cinghiali che solo di rado superano il quintale. Ancor più importante del calibro è la scelta del proiettile, va sempre cercata una palla che sia la più deformabile in quanto solo così si scarica sull’animale se non tutta, la maggior parte dell’energia erogata dalla cartuccia. Personalmente uso cartucce 30/06 con palla da 165 grs HPBT Sierra n° di codice 2140 in quanto è la più espansiva di quelle che ho provato, altri amici ai quali ho consigliato l’uso di questo proiettile ne sono stati entusiasti, peccato che nessun fabbricante ponga in vendita munizioni  cariche con questa palla, pertanto chi ne vuole fare uso deve caricarsi le cartucce. Per le armi rigate basculanti – Doppiette o Sovrapposti – la scelta dei calibri è vasta, importante scegliere cartucce con il collarino nel fondello del bossolo, cioè quelle in cui all’indicazione del calibro vi è una R (esempio: 7x57R) in quanto dette cartucce avendo il collarino non creano problemi all’estrattore, inoltre essendo progettate appositamente per armi la cui canna è molto più sottile di quella di una normale carabina, hanno sempre una carica leggermente inferiore alla corrispettiva cartuccia dello stesso calibro per carabina in modo di poter ottenere pressioni di canna minori e minori sollecitazioni nelle chiusure dell’arma. I calibri più indicati sono 7x57R – 7x65R (ottima)  - 30 Blaser – 8x57JSR, per finire all’ 8x68R e al 9,3x74R, per me eccessivi. Essendo la maggior parte di queste cartucce di produzione RWS, le palle più indicate sono le H. Mantel,  le TUG e le TIG in quanto più espansive. Una cosa importante per chi decide di usare un’express a canne parallele o sovrapposte è la prova di tiro, da farsi a 100 metri, i fori dei due colpi, se le canne sono state accoppiate bene, non dovrebbero discostarsi tra loro più di 10-12 cm. Vanno ben registrate  le tacche di mira e il mirino in quanto le Fabbriche non potendo sapere quale cartuccia userà il cacciatore montano sistemi di mira alquanto approssimativi. Per le armi a ripetizione a leva tipo Winchester o Marlin non vi è molta varietà di calibri però dal 30/30 al glorioso 45/70 sono tutti validi per il cinghiale a parte il 44 Rem.Magnum un po’ scarso di energia cinetica, ottimo il 444 Marlin calibro con il quale si trova in commercio anche qualche Express. Un’avvertenza per chi ricarica cartucce per le armi a leva! Queste armi, con l’eccezione della carabina a leva della Browning cal. 308W e poche altre, hanno il serbatoio tubolare, pertanto esigono l’uso di palle a punta piatta del tipo Flat Nose per evitare che con l’uso di proiettili appuntiti questi fungano da percussore contro l’innesco della cartuccia che li precede nel serbatoio causandone l’esplosione. Anche queste armi vanno tarate sulla distanze di 100 mt, inoltre è bene usarle spesso per imparare ad azionare velocemente la leva di ricarica ed ottenere così la massima velocità nel ripetere il colpo. Della carabina a otturatore girevole e scorrevole, ne parlerò nel settore della caccia di selezione.

Per quanto riguarda il secondo punto, la caccia di selezione,  l’arma per eccellenza è la carabina a otturatore oppure il Kipplauf (Monocanna a canna rigata) preferibili entrambi per la loro precisione e per il sistema di scatto che oltre a essere regolabile, in molte armi è dotato di Stecher, cosa non possibile nelle armi semiautomatiche. Buoni anche i Drilling e i Combinati, ma poco usati da noi, mentre lo sono molto in zona Alpi e nel Mittel Europa. Una volta scelta l’arma è importante la scelta del calibro, secondo la selvaggina che si intende cacciare. Per il capriolo: calibri tra 6mm e 7mm, qualcuno usa anche il 222 Rem. o il 22-250, io preferisco calibri dal 243W in su, perché palle troppo leggere (50-60grs) risentono molto del vento e su distanze di 200 mt. spostano il punto d’impatto anche di 10 cm. Va tenuto presente che in questa caccia è da considerarsi della massima importanza la radenza della cartuccia (in parole povere, la minor curva nella traiettoria del proiettile) cosa facilmente accertabile guardando una tabella balistica e ancor più facile nelle scatole delle cartucce RWS, basta leggere il GEE (punto di taratura ottimale) più questo è alto più radente è la cartuccia. Ottimo come radenza il 6 Freres, i calibri 257 e 270 Weatherby, il 6,5×65 RWS (GEE 200 mt) il 6,5×68 (GEE 220 mt), ma un po’ desueto, il 25/06 con palla da 100 grs, il 7 Rem.M. (con  palla da grammi 9,4 GEE 210mt) e uno dei miei preferiti il 7×64 con palla da 8 grammi KS che la RWS da per buone dal capriolo al cervo con GEE a 200 mt. Di quasi tutte queste cartucce di produzione tedesca esiste la versione Rimmed (con collarino) per i basculanti e i monocanna es. : 6,5x65R – 6,5x68R – 7x65R ecc. Per la caccia di selezione ad animali anche di mole superiore al capriolo e il cinghiale compreso anche i piani di controllo notturno è da preferirsi sempre la carabina ad otturatore per le ragioni già citate, partendo però con un calibro non inferiore ai 6,5 mm.Tenendo presente sempre la radenza del proiettile, per chi vuole un’unica carabina per la caccia di selezione valida per tutti gli ungulati presenti sul territorio consiglierei il 270W (ottimo con palle da 130 grs) il già citato 7×64 che porta palle del peso variabile dagli 8 grammi a 11,5 – il 7Rem.M, il 30/06 anche se non molto radente, i già citati 257 e 270 Weatherby.  Calibri superiori anche se molto validi sono eccessivi. Molto importante, una volta scelti carabina e calibro, è la prova delle cartucce al poligono, per trovare l’abbinamento arma – cartuccia che dia la miglior concentrazione di colpi. La prova si effettua nel seguente modo con la carabina munita già di ottica e tarata a 200 mt.: si monta a 200 mt. un bersaglio bianco con un piccolo riferimento al centro del diametro massimo di 5/6 cm., si mette la carabina su cavalletto da Bench Rest con appoggio anteriore e posteriore, si spara una serie di tre colpi mirando accuratamente al riferimento senza controllare tra un colpo e l’altro il punto colpito (perché istintivamente si tende a correggere il tiro) in quanto non ha nessuna importanza dove vanno i colpi, bensì il loro raggruppamento. Una volta effettuata la prova con diversi tipi di cartucce o di cariche, per chi preferisce farsele da solo, si può scegliere quella che ha dato i risultati migliori considerando che in una buona rosata i due colpi più distanti non devono superare i 6 cm., dopo di che si può tarare il canocchiale con queste cartucce. Evitare di fare questa prova con vento molto forte o con luminosità del cielo molto variabile.

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