mar
2010
06

Il primo fucile, una scelta da meditare


Anche se i nuovi cacciatori non sono molti, soprattutto a causa della difficoltà degli esami venatori, spesso farciti di domande assurde talvolta anche errate, capita che il novello seguace di Diana e protetto di S. Uberto, si presenti con il suo porto di fucile appena ricevuto dalle competenti autorità e mi chieda un fucile per andare a caccia.
A questa domanda devo cercare di indirizzare il potenziale acquirente all’arma più consona al tipo di attività venatoria che intende professare almeno in modo più assiduo.
Tralasciando la caccia agli ungulati, sia di selezione sia in battuta, da effettuare con carabine a canna rigata, di cui ho già parlato in precedenti articoli, la scelta del fucile per la caccia, sia alla selvaggina stanziale che alla migratoria, si può così effettuare:

  • scelta del calibro
  • scelta del tipo di fucile, canna e strozzatura più idonee all’uso che se ne dovrà fare

La scelta del calibro

Il calibro per eccellenza è il cal. 12, usato dalla stragrande maggioranza dei cacciatori, seguito dal cal. 20 che molti usano sia per la caccia alla migratoria che alla stanziale, altri calibri invece vengono usati soprattutto nella caccia a capanno con l’esclusione del calibro 410 che alcuni usano con buoni risultati anche nella caccia vagante. Il cal. 12 è quello che ha la più vasta gamma di scelta sul tipo di munizioni, inoltre molte armi moderne sono camerate in modo da poter usare anche cartucce 12 Magnum con bossolo di 76 mm., pertanto con un’unica arma si possono usare quasi tutte le cartucce presenti sul mercato. Qualche fabbrica d’armi ha iniziato la produzione di fucili cal. 12 Ultramagnum che per ora sono poco diffusi.

Il cal. 20 è anch’esso, come detto precedentemente per il cal. 12, camerato nelle armi moderne con sede della cartuccia di 76 mm. il che permette di sparare sia cartucce normali, sia cartucce magnum con 35/36 grammi di piombo, praticamente la carica di una cartuccia cal. 12 non magnum. L’uso del cal. 20 permette quindi di avere le stesse prestazioni del cal. 12 come gittata e  inoltre le armi di questo calibro sono molto più maneggevoli dell’arma dello stesso tipo in calibro 12.

Automatico, Doppietta o Sovrapposto?

Tralasciamo l’uso del fucile monocanna riservato praticamente a chi caccia a capanno. Il fucile automatico è praticamente l’arma più usata. Indispensabile nella caccia in botte e non solo per quel colpo in più rispetto alle doppiette e ai sovrapposti, ma perché si può ricaricare senza doversi sporgere dalla botte o dal capanno. Inoltre, essendo in genere un’arma abbastanza rustica e non eccessivamente costosa è quella che meglio si presta per un uso privo di riguardi. Se si aggiunge la facile sostituzione della canna ed eventualmente delle strozzature,  il fucile automatico risulta essere utile per tutte le cacce, dall’allodola al cinghiale.

La doppietta è l’arma classica per la caccia, il fucile per chi caccia sportivamente, soprattutto la selvaggina stanziale, importante la scelta delle canne e delle strozzature diverse secondo l’ambiente e il tipo di caccia: canne corte e larghe xxxx-xx per chi caccia in montagna e nel bosco, xxx-x con canne di 70/71 mm per chi caccia in pianura. Personalmente la doppietta che più mi piace è quella a cani esterni e bigrillo. Reputo utile il monogrillo solo per chi, abituato all’automatico non riesce a fare il passaggio dal primo al secondo grilletto. L’estrattore automatico è comodo per il tiro, ma a caccia lo reputo inutile, inoltre l’estrazione manuale dei bossoli ne permette il recupero evitando di disperderli sul terreno.

Per il sovrapposto valgono le considerazioni fatte per la doppietta.
Un buon sovrapposto può essere utilizzato anche per il tiro al piattello, anche se il sovrapposto da caccia ha specifiche diverse da quello per il tiro.

Secondo il tipo di canne e di strozzature scelte si può fare il trapp o il percorso caccia.
Molte ditte fabbricano ora sovrapposti con strozzatori interni intercambiabili, che se anche possono non piacere rendono l’arma molto versatile e praticamente tuttofare.

Una scelta di massima importanza consiste nelle misure del calcio, perché è il calcio che permette di colpire il bersaglio, pertanto va adattato perfettamente in tutte le sue misure: piega, spostamento o vantaggio e lunghezza a colui che lo dovrà usare.

Un ultimo accenno per le marche: non voglio fare pubblicità per nessuno però voglio ricordare, non per nazionalismo ma come meccanico armaiolo, che attualmente il prodotto Made in Italy, a parte qualche costosissimo fucile estero, è insuperato a livello mondiale. Anche nei fucili automatici, escludendo il vecchio Browning a lungo rinculo, il Made in Italy è nettamente superiore.

Sappiate scegliere e non ascoltate solo la pubblicità.

  • Facebook
  • Twitter
  • FriendFeed
  • Google Buzz
  • Tumblr
  • HelloTxt
  • del.icio.us
  • StumbleUpon
  • Digg
  • NewsVine
  • MySpace
  • Netvibes
  • Technorati
  • RSS
  • email
  • Add to favorites
Questa voce è stata pubblicata in Articoli e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>