mar
2010
06

Errori di tiro nella battuta al cinghiale – Perché avvengono e come rimediarvi


L’errore nel tiro al cinghiale durante la battuta è molto frequente e sento spesso cacciatori lamentarsi che, mentre con il fucile a canna liscia avevano facilità nel colpire la preda, una volta passati alla carabina, per quanto questa sia notevolmente più precisa del miglior fucile a canna liscia, hanno difficoltà nel colpire il cinghiale. Problema che coinvolge sia chi spara usando le mire metalliche, sia sistemi ottici di vario tipo.

Le difficoltà si possono così riassumere:

  • organi di mira o ottiche non tarate bene
  • difficoltà d’imbracciata dovuta al notevole peso che tutte le carabine semiautomatiche fanno gravare sulla mano sinistra (destra per i mancini) cioè quella che guida l’arma nel tiro in corsa, cosa che spesso impedisce un corretto anticipo nel tiro e in genere tende a fare sparare in basso
  • poca dimestichezza con l’uso della carabina, contrariamente a quanto succede con il fucile a canna liscia, la stragrande maggioranza dei cacciatori spara pochissimi colpi di carabina pertanto non riesce a “familiarizzare” con l’arma
  • l’abitudine di chi, abituato a sparare con il fucile, ha bisogno di un calcio dalla giusta piega per poter sparare. Ancor peggio per chi usa il cosiddetto “punto rosso” o il cannocchiale perché costoro devono imparare a mirare a testa alta senza appoggiare la guancia al calcio

Eventuali rimedi:

  • controllare in poligono sparando in appoggio, con bersaglio a 100 mt., la taratura sia delle mire metalliche, sia di eventuali sistemi ottici, questo perché in genere le mire metalliche non sono mai tarate. Per quel che riguarda le ottiche, si è sicuri della taratura quando all’arma è allegato il bersaglio e l’indicazione esatta del tipo di cartuccia e proiettile impiegato, comunque è sempre bene controllare;
  • sbilanciatura in avanti dell’arma:  si può rimediare inserendo immediatamente sotto il calciolo un blocchetto di piombo che, se anche aumenta il peso complessivo della carabina, riduce almeno in parte la sbilanciatura;
  • dimestichezza con l’arma:  questa si ottiene solo con l’uso continuo, provandola in poligono, provandola quando è possibile anche in campagna e facendo esercizi di inspallatura anche in casa;
  • difficoltà dovuta alla piega del calcio:  per le mire metalliche, nelle carabine con il calcio fissato al castello tramite il vitone posteriore a tirante (tipo Remington o Browning) una volta tarate le mire e non prima si può fare la piega e lo spostamento  come avviene in un fucile automatico, ovviando in questo modo alle difficoltà di far collimare mirino, tacca di mira e bersaglio in pochissimo tempo o, come può accadere, durante una battuta con poste in zona boscata, sparando di stoccata. Più complesso è trovare un possibile rimedio per chi usa sistemi ottici per la caccia in battuta, in quanto dovrebbe imparare a sparare tenendo alta la testa, in linea con l’ottica o con il punto rosso, come d’altronde fanno i cacciatori del resto d’Europa o dei paesi dell’Est che sono abituati a sparare con la carabina dotata di ottica anche ad animali in corsa e posso dire con ottimi risultati. Per chi invece non riesce a staccare la guancia dal calcio e usa l’ottica, l’unico rimedio consiste nel creare un rialzo sul dorso del calcio o con un riporto di legno, oppure con appositi rialzi in gomma da incollare al calcio, cercando in questo modo di ottenere una piega nel calcio che allinei l’occhio non alle mire, ma all’ottica. E’ però bene tener presente che una volta tolta l’ottica sarà quasi impossibile usare l’arma con le mire metalliche, in quanto il calcio risulterà più dritto di almeno un paio di centimetri. Un’altra prova importante da farsi è il giusto abbinamento arma – cartuccia perché può capitare che con un tipo di cartucce si abbiano ottimi risultati di precisione e con altre, risultati opposti e anche se in genere il tiro in battuta si effettua su corte distanze, è utile ricordarsi che una carabina semiautomatica anche se con canna corta, purchè dotata di ottica (non di punto rosso) può permettere di colpire un cinghiale anche a 200 mt., specialmente se il selvatico è fermo e se il cacciatore può fare il tiro con l’arma in appoggio.

Queste note sono per quei cacciatori che, acquistata una carabina e passate alcune delusioni, stanno pensando di riprendere il vecchio fucile.

Aspettate, fate qualche prova e ripensateci!

In bocca al lupo!

  • Facebook
  • Twitter
  • FriendFeed
  • Google Buzz
  • Tumblr
  • HelloTxt
  • del.icio.us
  • StumbleUpon
  • Digg
  • NewsVine
  • MySpace
  • Netvibes
  • Technorati
  • RSS
  • email
  • Add to favorites
Questa voce è stata pubblicata in Articoli e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>