mar
2010
06

Attività primaverili


Abbiamo appena finito il periodo di caccia di selezione  stiamo ultimando i censimenti degli ungulati e davanti a noi si presenta un periodo vuoto di attività venatoria. A parte qualche piano di controllo, la maggior parte di noi ha un po’ di tempo libero per poter effettuare qualche preparativo in previsione della prossima stagione venatoria.
Questo periodo primaverile è il momento migliore per provvedere ad eseguire tutte quelle prove delle armi e controlli che in pieno tempo di caccia, vuoi per la mancanza di tempo, vuoi per la stagione inclemente od altro, ognuno è costretto a rimandare al futuro.
Le carabine in special modo è bene che siano controllate in ogni loro parte, chi le ha esposte a pioggia o neve è bene le smonti dal calcio e le sottoponga ad una buona pulizia delle parti interne che andranno rimontate, dopo una buona lubrificata con olio per armi nelle parti meccaniche, ed un leggero strato di grasso del tipo a lunga conservazione nelle parti metalliche interne al calcio e all’impugnatura.
Anche chi non ritiene necessario lo smontaggio dell’arma, sarà opportuno che esegua i seguenti brevi e semplicissimi controlli:

  • controllare che le viti che uniscono la carabina al calcio siano ben strette
  • controllare che la canna sia rimasta flottante (la canna non deve toccare il legno sottostante, specialmente nelle carabine a otturatore girevole e scorrevole), detto controllo si effettua facendo scorrere una striscietta di carta fra la canna e il calcio, la canna deve risultare libera fino all’ingrossamento della stessa, in prossimità dell’unione con la culatta. La prova sopradetta non si effettua nella maggioranza delle carabine semiautomatiche
  • controllare gli attacchi dell’ottica. Questo si effettua provando che le viti degli anelli siano tutte ben strette (con l’uso può capitare che si allentino)
  • è opportuno provare che siano ben serrate anche le viti che uniscono le basi degli anelli alla meccanica dell’arma, per far questo a volte bisogna smontare gli anelli dalle loro basi il che, a parte gli attacchi predisposti per lo smontaggio rapido, richiede obbligatoriamente la ritaratura del cannocchiale
  • provvedere ad una radicale pulizia della canna. Con l’aiuto di un buon solvente eliminare completamente ogni traccia di rame dalla rigatura (la presenza di rame è facilmente controllabile guardando all’interno della canna dalla bocca della stessa) questa operazione è utilissima per prevenire l’usura della rigatura e per mantenere una buona precisione
  • un ultimo controllo deve riguardare l’effettivo funzionamento dei dispositivi di chiusura delle sicure, della durezza dello scatto e/o dello Stecher, ove presente. Un’occhiata va data anche ai portabretella che siano ben stretti con le loro viti e anche la cinghia della carabina merita un controllo, quelle usurate o deboli vanno sostituite (la rottura della cinghia, con conseguente caduta dell’arma, oltre a recare danni alla stessa e all’ottica, può anche causare una tragedia)

    Una volta effettuati questi piccoli lavori è bene eseguire un controllo della precisione dell’arma e della corretta taratura dell’ottica o delle mire da eseguirsi in un poligono di tiro. Per le suddette prove bisogna munirsi di cavalletto da Bench Rest e del cuscinetto posteriore per l’appoggio del calcio in modo che l’arma stia ferma in modo assoluto. Per una carabina da battuta l’ottica viene generalmente tarata a 100 mt. e a 50, massimo 100 mt. le mire metalliche. Per le carabine da usarsi nelle caccie di selezione consiglio sempre la taratura dell’ottica a 200 mt.,  poiché non essendo la traiettoria del proiettile una curva costante, se per esempio con un calibro medio, usando palle di medio peso ho la taratura a 200 mt., a 100 mt. mi può alzare mediamente di 4-5 cm. permettendomi di colpire bene il bersaglio a qualsiasi distanza entro i 200 mt.. Se invece con la stessa arma e con le stesse munizioni ho la taratura a 100 mt. a 200 mt avrò un calo del proiettile dal punto mirato di 12-16 cm. il che può creare non pochi problemi sui tiri un po’ lunghi. Un buon abbinamento carabina-cartuccia deve permettere almeno di rimanere con una rosata di 3 colpi dentro la parte interna del bersaglio da Bench Rest (diametro 11 cm.) a 200 mt.. Ottimo risultato quando nelle stesse condizioni la rosata è di 3-4 cm. Qualora non si ottenesse un risultato soddisfacente è bene studiare e provare un munizionamento diverso. Capita spesso che, variando il tipo di cartucce o, nel caso di chi ricarica cambiando qualche componente della cartuccia o effettuando modifiche della stessa si passi da risultati pessimi ad ottimi e viceversa.
    Dopo la taratura o controllata la taratura dell’arma e aver ottenuto i risultati desiderati è bene abbandonare il cavalletto da Bench Rest e dedicarsi a qualche tiro più idoneo all’uso venatorio per provare oltre all’arma anche le nostre capacità, pertanto è bene sparare stando sdraiati con appoggio sullo zaino, seduti con l’appoggio sullo zaino, in ginocchio e, per chi usa l’arma in battuta, in piedi. Tutto questo per molti, ma non da tutti, è considerato un divertimento, è però utilissimo e va fatto e può contribuire in modo determinante ad ottenere soddisfacenti risultati nella prossima stagione venatoria.
    Consiglio di fare tutto quello di cui ho scritto, soprattutto le prove di tiro, prima del sopravvenire della stagione calda, in quanto con il surriscaldamento delle canne e conseguenti sovrapressioni dovute alla temperatura esterna può capitare  che armi e munizioni che normalmente ci danno ottimi risultati ci lascino molto delusi. Comunque per chi deve effettuare prove di tiro durante stagioni molto calde è consigliabile di non sparare più di 2-3 colpi di seguito senza lasciare raffreddare la canna, anche per evitarne un’eccessiva usura, questo è necessario specialmente per i calibri esasperati e ad alta velocità.
    Buon lavoro!

     

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