giu
2012
12

Athos Ungarelli e Alfredo Bigi

Athos Ungarelli e Alfredo Bigi

Il 9 Giugno 2012 è morto, a causa di una malattia, Athos Ungarelli colui che più di chiunque altro ha saputo insegnarmi il mestiere di riparatore di armi, sento quindi il diritto-dovere di spiegare chi era questo armaiolo, ignoto alla maggioranza di appassionati dʼarmi salvo coloro che leggevano articoli o libri di Giuliano Preda, e questo soprattutto per la sua modestia e ritrosia.

Athos era nato lʼ1 Agosto 1923 da una famiglia bolognese, anzi per essere esatti della Bolognina, il padre operaio specializzato delle ferrovie, lʼaveva fin da ragazzino portato a lavorare da Orlando Grandi dove, con il tempo, era diventato lʼoperaio specializzato migliore, a cui tutti ci rivolgevamo quando nei vari lavori qualcosa non riusciva o andava storto.

Era un armaiolo completo in quanto sapeva fare di tutto e quando dico tutto intendo veramente di tutto; non come ora che in varie ditte cʼè chi fa solo i calci oppure solo gli scatti o le canne, lui passava da imbasculare un paio di canne in una doppietta a fare un calcio in una Zanotti o in un Cosmi, a fare gli estrattori automatici in una Greener, allʼimpugnatura anatomica per una pistola libera oppure a degli zigrini finissimi… il tutto fatto in maniera eccellente e con mezzi modestissimi, senza macchine a controllo numerico, né pantografi o fresatrici.

Questo era Athos Ungarelli, non ha mai frequentato campi di tiro o poligoni, veniva a caccia più per stare con gli amici che per la caccia vera e propria.
Da lui, oltre che da Orlando, ho imparato anche la serietà, la puntualità, il rispetto della parola data, tutte cose non più molto di moda ma che, insieme al mestiere che ho imparato, hanno fatto di me quello che sono.

Addio Athos amico mio e grazie.

Alfredo

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feb
2011
09

Le cifre della distanza effettiva calcolando lʼangolo di sito sono arrotondate per eccesso o per difetto a seconda che le frazioni di metro risultino inferiori o superiori ai 50 cm.
Esempio: m 143,70 si arrotondano a m 144,00, mentre m 141,30 si arrotondano a m 141,00

Nella sottostante tabella è indicata la distanza già calcolata con la variazione dovuta allʼangolo di sito e da usare per il tiro.

Angolo di sito

Calcolo dell'angolo di sito.

Questa tabella è indicativa e non ha pretese di precisione, ma può dare unʼindicazione al tiratore/cacciatore quando si trova nelle condizioni di effettuare un tiro con notevole pendenza e non ha idea di quanto potrà influire lʼangolo di sito (grado di pendenza) rispetto alla distanza del bersaglio e alla taratura dell’arma.
Esempio: bersaglio telemetrato a 200 m con una pendenza di 45°, si dovrà sparare come se il bersaglio si trovasse a 140 m.

 

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apr
2010
21

Capita non di rado di recarsi al poligono per la taratura dell’ottica della carabina, per il controllo della stessa oppure per provare un  certo tipo di munizioni e di trovarsi con il tempo che fa capricci.

I vari problemi possono essere dovuti alle seguenti condizioni di cui vedremo come trovare la soluzione.

  1. Nebbia – è una delle condizioni peggiori, però (se il poligono rimane agibile) si può avere a volte una visione accettabile del bersaglio variando gli ingrandimenti dell’ottica, comunque anche in presenza di nebbia è bene preparare i bersagli in quanto un variare del vento può permettere di sparare con una visuale normale. Più problematico in  caso di nebbia è il controllo dei fori dei proiettili nel bersaglio (che si consiglia rosso) con il canocchiale
  2. Pioggia – la pioggia, se non è un rovescio non influisce molto nel tiro vero e proprio,  però l’acqua danneggia il bersaglio ( anche in questo caso preferibilmente rosso) e lo può anche staccare. Si può rimediare all’inconveniente coprendo il bersaglio con una pellicola di plastica sottile e trasparente montata ben tesa sul telaio portabersagli, se la stessa sarà applicata bene il risultato sarà ottimo
  3. Vento forte – questo è un problema che oltre al tiro in poligono crea problemi anche maggiori nell’esercizio venatorio. Un vento forte laterale sposta di vari centimetri il punto d’impatto, es.: un piccolo calibro come il 222 con un vento non molto forte a 200 mt. si sposta di circa 10 cm. dal punto mirato. I calibri che subiscono meno l’influenza del vento sono quelli che si aggirano o superano i 1000 m.s., ancor meglio se con palle pesanti. Con prove fatte in poligono a 300 mt. con carabina cal. 7 STW con palla da 140 grs. e vento molto forte lo spostamento laterale è di 4 o 5 cm. Nelle stesse condizioni con cal. 7×64 e palla peso 120 grs. velocità 900 m.s. dichiarati dalla ditta lo spostamento è stato di 15 – 20 cm., mentre un cal. 25/06 e palla di 100 grs. con velocità vicina ai 1000 m.s. lo spostamento è stato di circa 10 cm. Ovviamente questi problemi si presentano anche a caccia, forse anche in maniera superiore poichè se in poligono si possono usare strumenti che indicano la direzione e la velocità del vento, nel terreno di caccia normalmente questo è quasi impossibile
  4. Il sole – crea un problema al tiro in quanto, per una specie di miraggio sul bersaglio il proiettile tende a colpire sempre spostato in direzione del sole stesso. Con una carabina perfettamente tarata può capitare di colpire con uno spostamento di 5 – 10 cm. rispetto al punto mirato per poi colpire perfettamente il centro col tramonto del sole o con nuvole che vengano a coprirlo. Tale difetto aumenta con la carta dei bersagli più lucida e con la maggiore luminosità del sole. Per ovviare a questo problema è bene usare bersagli piuttosto opachi. Questo fenomeno non crea problemi nel tiro venatorio
  5. L’angolo di sito – un problema che viene a crearsi quando si spara con l’arma inclinata verso il basso o verso l’alto e che in entrambi i casi causa l’impatto del colpo più in alto del punto mirato. Tale problema che difficilmente si presenta in un poligono, ma abbastanza spesso a caccia, per la complessità del fenomeno verrà trattato in un  articolo apposito
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